08/10/2026
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Recentemente, l’oro della Banca d’Italia ha attirato l’attenzione per una proposta di modifica legislativa che potrebbe cambiare radicalmente la sua titolarità. Con l’emendamento a firma di Lucio Malan, capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, le riserve auree della Banca d’Italia potrebbero diventare di proprietà diretta dello Stato, in nome del Popolo italiano. Ma cosa significa questo in concreto e quali sono le implicazioni?

L’Oro della Banca d’Italia: Potrebbe Passare allo Stato con la Manovra 2026

Il Contesto dell’Emendamento Malan

L’emendamento Malan, che ha superato il vaglio di ammissibilità, stabilisce che “le riserve auree gestite e detenute dalla Banca d’Italia appartengono allo Stato, in nome del Popolo italiano”. Questa proposta non è solo una questione formale, ma rappresenta un tentativo di riaffermare la sovranità economica nazionale e di rivedere i rapporti tra l’Italia e l’Unione Europea.

Il Valore delle Riserve Auree Italiane

Le riserve auree italiane sono imponenti: secondo gli ultimi dati disponibili, l’Italia detiene circa 2.452 tonnellate d’oro, rendendola il terzo paese al mondo in questo ambito, dopo Stati Uniti e Germania. A fine 2024, il valore contabile delle riserve era stimato attorno ai 198 miliardi di euro, ma con il recente aumento delle quotazioni dell’oro, oggi il valore reale potrebbe avvicinarsi ai 300 miliardi di euro.

Cosa Cambia con l’Emendamento Malan

Fino a ora, le riserve auree erano considerate “attività proprie” della Banca d’Italia. Con l’approvazione dell’emendamento, queste riserve passerebbero a tutti gli effetti sotto il patrimonio dello Stato, pur rimanendo in custodia alla Banca d’Italia. Ciò potrebbe avere ripercussioni significative sulle finanze pubbliche italiane, con la possibilità di utilizzare questa ricchezza per sanare i conti pubblici.

Il Blitz in Commissione

Durante la discussione della Manovra 2026, l’emendamento Malan è stato tra i pochi a superare il filtro della Commissione Bilancio del Senato, mentre altri emendamenti venivano respinti per mancanza di copertura finanziaria. Questo pone l’emendamento in una posizione privilegiata per l’approvazione nella legge di Bilancio 2026.

Ostacoli e Implicazioni Europee

Nonostante l’entusiasmo politico, l’emendamento Malan presenta anche sfide significative. La proposta si scontra con le normative europee, in particolare per quanto riguarda l’indipendenza della Banca Centrale e il divieto di finanziamento monetario agli Stati. Le istituzioni europee, infatti, rivendicano la competenza esclusiva sulla gestione delle riserve ufficiali, incluso l’oro.

Un cambiamento nella titolarità delle riserve auree potrebbe, quindi, innescare un contenzioso giuridico tra l’Italia e l’Unione Europea. Inoltre, anche se l’Italia diventasse “proprietaria” delle riserve auree, non potrebbe utilizzarle per finanziare la spesa corrente o ridurre il debito pubblico senza l’approvazione della BCE.

La Visione di Giorgia Meloni

Questa proposta non è nuova e affonda le radici in posizioni già espresse da Giorgia Meloni. Nel 2014, Meloni aveva chiesto di riconoscere la proprietà popolare dell’oro, vedendolo come una garanzia per l’autonomia economica italiana. Anche nel 2019, aveva sollecitato il rimpatrio dei lingotti per proteggerli da manovre speculative.

La Proprietà dell’Oro di Banca d’Italia

La questione della proprietà dell’oro è complessa. A differenza di altri paesi, in Italia il capitale della Banca d’Italia non appartiene allo Stato, ma è suddiviso in quote detenute da banche commerciali e assicurazioni. L’emendamento Malan intende chiarire questa situazione, affermando esplicitamente la proprietà statale delle riserve auree e puntando a eliminare l’ambiguità che potrebbe far sembrare che “l’oro del popolo” sia in mano a banchieri privati.

Cosa Fanno Gli Altri Paesi

La proposta italiana si colloca in un contesto globale in cui molte banche centrali stanno rivalutando le loro riserve, spostando l’attenzione dall’affidamento sul dollaro all’acquisto di oro fisico. Questo cambiamento è stato accelerato dall’invasione dell’Ucraina, che ha dimostrato che le riserve in valuta possono essere congelate in un attimo. L’oro fisico, invece, è visto come un asset sicuro e non soggetto a rischi politici o di mercato.

In conclusione, la proposta di Malan non è solo una mossa politica, ma riflette un cambiamento più ampio nel modo in cui gli stati considerano le loro riserve e la loro sovranità. Sarà interessante vedere se l’emendamento sopravvivrà al voto d’aula e quali saranno le ripercussioni a lungo termine per l’Italia e le sue finanze pubbliche.

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