21/04/2026
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Fratelli d’Italia ha recentemente presentato una proposta di legge alla Camera dei Deputati con l’obiettivo di introdurre uno scudo penale per gli agenti delle forze dell’ordine. Questa iniziativa mira a modificare l’articolo 335 del Codice di procedura penale, eliminando l’iscrizione automatica nel registro degli indagati per gli agenti che agiscono in legittima difesa durante il servizio.

Il Contesto della Proposta

Attualmente, in caso di un intervento delle forze dell’ordine che comporti l’uso dell’arma, come nel caso di un colpo di pistola, scatta automaticamente la procedura di iscrizione nel registro degli indagati. Questo avviene anche se l’agente ha agito legittimamente, come previsto dall’articolo 335 c.p.p.

Cosa Cambierebbe con la Nuova Legge

La nuova proposta di legge, firmata dal vicepresidente della Camera Fabio Rampelli e dal capogruppo Galeazzo Bignami, prevede che l’iscrizione nel registro degli indagati non sia più automatica. Se la legge venisse approvata, il pubblico ministero della Procura della Repubblica competente dovrà condurre accertamenti preliminari entro sette giorni per verificare se l’azione dell’agente sia effettivamente antigiuridica. Solo in caso di esito positivo di questa verifica, l’agente sarà iscritto nel registro e sarà avviato un procedimento penale.

Le Dichiarazioni dei Proponenti

Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro ha dichiarato che l’obiettivo della norma è evitare che chi ha agito correttamente venga trattato come un indagato. La proposta si propone di sollevare gli appartenenti alle forze dell’ordine dall’onere e dall’umiliazione di un’inchiesta automatica quando l’azione è giustificata.

Il Supporto Politico

Alberto Balboni, presidente della Commissione Affari costituzionali del Senato, ha espresso il suo sostegno all’iniziativa, sottolineando l’importanza di evitare falsi automatismi che possano umiliare coloro che sono deputati a garantire la sicurezza dei cittadini. Giovanni Donzelli, deputato di Fratelli d’Italia, ha sintetizzato il sentimento del provvedimento affermando che non si può più avere uno Stato che ha dubbi su chi debba essere protetto.

Il Caso Masini: Un Esempio Emblematico

Nel contesto della proposta, viene citato il caso di un carabiniere, noto come caso Masini, che a Capodanno a Rimini ha sparato e ucciso un uomo che lo stava aggredendo con un coltello. Nonostante la sua condotta fosse stata successivamente archiviata come legittima difesa, il maresciallo è stato indagato per omicidio, un processo che ha durato mesi. Questo episodio è stato utilizzato come esempio da Fratelli d’Italia per illustrare la necessità di proteggere coloro che proteggono.

Le Modifiche Proposte e i Loro Impatti

Attualmente, l’articolo 335 c.p.p. obbliga il pubblico ministero a iscrivere immediatamente ogni notizia di reato, anche se provvisoria o incompleta. Con la riforma proposta, il pm avrebbe fino a sette giorni per accertare se ci siano cause di giustificazione, come la legittima difesa o l’adempimento di un dovere. Solo se queste non sussistono, verrà avviata l’iscrizione nel registro degli indagati.

Una Tabella delle Modifiche

Le seguenti sono le modifiche principali che la proposta di legge introdurrebbe:

  • Situazione attuale: L’iscrizione nel registro degli indagati è automatica e immediata.
  • Con la proposta FdI: L’iscrizione è differita: il pm può attendere fino a 7 giorni per verificare le cause di giustificazione.

Critiche e Preoccupazioni

Nonostante l’entusiasmo dei sostenitori della proposta, ci sono critiche significative. Giuristi e politici delle opposizioni descrivono la riforma come un possibile “privilegio di casta”, avvertendo che potrebbe compromettere il principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione. Inoltre, alcuni magistrati sottolineano che l’iscrizione nel registro non è una condanna, ma una garanzia di trasparenza e tutela per l’indagato.

Il Rischio di Deriva di Impunità

Le associazioni per i diritti civili, come l’Osservatorio Repressione, avvertono che la proposta potrebbe portare a una “deriva di impunità” per eventuali abusi da parte delle forze dell’ordine. Il dibattito è quindi aperto, con posizioni contrapposte che si fronteggiano.

Il Futuro della Proposta di Legge

La proposta di legge ora entrerà nell’iter parlamentare, con esami previsti dalle Commissioni Giustizia e Affari costituzionali della Camera. Se approvata in Aula, essa potrebbe modificare profondamente il rapporto tra magistratura e forze dell’ordine, riscrivendo l’equilibrio tra garanzie processuali e protezione degli agenti. Con l’approvazione, il baricentro della giustizia potrebbe spostarsi notevolmente a favore delle forze dell’ordine, alleggerendo il peso di indagini nonostante la loro evidente non responsabilità penale.

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