18/05/2026
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In caso di incidente stradale, la registrazione video dell’evento può rappresentare una prova fondamentale per ottenere un risarcimento adeguato. Tuttavia, molti automobilisti commettono l’errore di non seguire le procedure corrette per richiedere questo tipo di documento, rischiando di perdere prove cruciali. Una recente sentenza del Consiglio di Stato ha chiarito le regole da seguire per tutelarsi in questi casi.

Il Caso di un Incidente Sotto la Telecamera

Immagina di trovarti a un semaforo: scatta il verde e, mentre stai partendo, un’altra auto ti taglia la strada, passando con il rosso. Dopo l’impatto, i due conducenti iniziano a discutere e a compilare la constatazione amichevole. Tuttavia, l’altro automobilista sostiene che il rosso fosse tuo. In quel momento, guardi verso l’alto e noti la telecamera comunale che ha ripreso l’incidente. Ti senti sollevato, convinto che il video possa dimostrare la verità.

L’Importanza della Procedura Formale

In molti casi, dopo aver segnalato l’incidente al comando della Polizia locale, gli automobilisti si aspettano che il video venga esaminato e utilizzato per la verbalizzazione dell’accaduto. Tuttavia, ciò che non sanno è che senza una richiesta formale, il filmato potrebbe non essere disponibile. Questo è esattamente ciò che è accaduto a un automobilista che, dopo aver fatto un incidente, ha scoperto che il video non esisteva più.

La Sentenza del Consiglio di Stato

Secondo la sentenza n. 8472 del 31 ottobre 2025, se non si presenta una richiesta formale per accedere al video, l’amministrazione non ha alcun obbligo di conservare il filmato. Questo significa che il diritto di accesso ai documenti amministrativi, sancito dall’articolo 22 della legge n. 241/1990, può essere esercitato solo se si seguono le procedure corrette.

Regolamenti e Scadenze per la Conservazione dei Video

Un altro aspetto cruciale riguarda il tempo di conservazione dei filmati. Ad esempio, nel comune di Bergamo, il regolamento prevede che i video vengano conservati per soli cinque giorni. Questa limitazione è dovuta a normative come il GDPR e altre leggi sulla privacy, che impongono la cancellazione dei filmati per proteggere i diritti di chi non è coinvolto nell’incidente.

Il Rischio della Richiesta Informale

Purtroppo, molti automobilisti si presentano al comando della Polizia locale e formulano una richiesta informale, senza depositare un’istanza scritta. Questo errore può costare caro, come ha dimostrato la sentenza. La Polizia non ha l’obbligo di indagare su incidenti tra privati e, se non si presenta una richiesta formale, il video verrà legittimamente sovrascritto.

Come Procedere in Caso di Incidente

Ma cosa fare se ci si trova in una situazione simile? La chiave è agire rapidamente. Se si verifica un incidente sotto una telecamera, è fondamentale inviare immediatamente un’istanza formale di accesso documentale al Comune e al comando della Polizia locale. È consigliabile farlo con l’assistenza di un avvocato o tramite PEC, specificando dettagli come data, ora e luogo dell’incidente.

Richiesta di Blocco e Conservazione del Video

Nella richiesta, è importante chiedere esplicitamente il “blocco” e l’estrazione di copia del video, giustificando la richiesta con la necessità di tutelare il proprio diritto di difesa in sede civile. Solo seguendo questa procedura si obbliga l’amministrazione a fermare la cancellazione automatica e a conservare il filmato. Una semplice comunicazione verbale non basta.

Conclusioni: La Prevenzione è Fondamentale

In conclusione, la sentenza del Consiglio di Stato serve da monito a tutti gli automobilisti. In caso di incidente stradale, è fondamentale conoscere le procedure corrette per la richiesta di accesso ai video di sorveglianza. Ignorare questi passaggi può portare alla perdita di prove decisive e a conseguenze finanziarie significative. Agire tempestivamente e con le giuste informazioni può fare la differenza tra ottenere un risarcimento o affrontare un lungo e costoso incubo burocratico.

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