Dicembre 8, 2025
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Introduzione al Caso dei Ghostwriter nel Giornalismo

Negli ultimi anni, il panorama del giornalismo ha subito profondi cambiamenti, non solo per l’avvento del digitale ma anche per le dinamiche lavorative che coinvolgono i cosiddetti ghostwriter. Questi professionisti, pur non avendo lo status ufficiale di dipendenti, sono spesso il motore pulsante delle testate giornalistiche, contribuendo in modo determinante alla produzione di contenuti. Tuttavia, la loro posizione lavorativa è stata a lungo oggetto di dibattito e controversie legali.

La Sentenza del Tribunale di Roma

Una recente sentenza del Tribunale di Roma ha messo in luce le problematiche legate all’impiego di ghostwriter nel giornalismo. La sentenza n. 7152 del 18 giugno 2025 ha stabilito che, quando un professionista lavora con continuità e stabilità, non importa se da remoto, si configura un rapporto di lavoro subordinato, contrariamente a quanto sostenuto da molte aziende.

Il Caso Specifico

Il caso esaminato dal tribunale riguardava una giornalista che aveva iniziato a collaborare con un’azienda editoriale nel 2006. Inizialmente assunta con un contratto di collaborazione, dal 2016 le era stato chiesto di firmare contratti di cessione di diritti d’autore. Questo passaggio sembrava giustificare la sua posizione di freelance, ma la realtà era ben diversa. La giornalista produceva articoli quotidianamente, diventando una figura centrale per la testata.

La Difesa dell’Azienda

Di fronte alla richiesta di riconoscimento come dipendente, l’azienda ha tentato di difendersi sostenendo che non era responsabile per il lavoro svolto prima del 2016, anno in cui aveva acquisito il ramo d’azienda. Inoltre, ha insistito sulla formalità dei contratti, che indicavano una collaborazione autonoma priva di orari e turni definiti. Tuttavia, queste argomentazioni sono state respinte dal giudice.

Il Giudizio del Giudice

Il Tribunale ha affermato che, secondo l’articolo 2112 del codice civile, l’acquisto di un ramo d’azienda implica l’acquisizione anche dei contratti di lavoro esistenti. Si è quindi stabilito che il lavoratore non può subire svantaggi a causa dei passaggi di proprietà. Inoltre, il giudice ha chiarito che la subordinazione nel lavoro giornalistico non richiede la presenza fisica in redazione o un orario rigido.

Indizi di Subordinazione nel Lavoro Giornalistico

Il tribunale ha identificato alcuni indicatori chiave che dimostrano la subordinazione della giornalista. Tra questi:

Continuità del Lavoro

Scrivere articoli con cadenza quotidiana per anni non può essere considerato un’attività occasionale. Questa continuità di produzione è un chiaro segnale di un inserimento stabile nell’organizzazione aziendale.

Specializzazione nel Settore

La giornalista non si limitava a scrivere su qualsiasi argomento, ma si concentrava su settori specifici come sport e spettacolo, rispondendo a esigenze editoriali costanti. Questa specializzazione è un ulteriore indizio di un rapporto di lavoro subordinato.

Disponibilità e Reattività

La disponibilità della giornalista a soddisfare le richieste e le direttive dell’editore, anche senza un orario definito, ha contribuito a confermare la sua posizione di subordinazione. La sua reattività alle necessità editoriali ha dimostrato che era sempre a disposizione dell’azienda.

Conclusioni e Implicazioni della Sentenza

La sentenza ha avuto un impatto significativo sul mondo del giornalismo, poiché ha stabilito che nonostante l’assenza di orari fissi o requisiti di presenza, l’inserimento stabile nell’organizzazione aziendale giustifica il riconoscimento dei diritti del lavoratore. La giornalista è stata quindi riconosciuta come “collaboratore fisso” ai sensi dell’articolo 2 del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) giornalistico, ottenendo tutte le tutele previste per il lavoro subordinato.

Le Prospettive Future

Questa sentenza rappresenta un precedente importante per tutti i ghostwriter e i collaboratori nel settore editoriale, aprendo la strada a una maggiore tutela dei diritti dei lavoratori in un settore in continua evoluzione. La decisione del Tribunale di Roma potrebbe incoraggiare altri professionisti a rivendicare i propri diritti e a cercare riconoscimenti adeguati per il lavoro svolto.

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