14/05/2026
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Recentemente, la Corte di Cassazione ha ribadito un principio chiave riguardante la validità delle multe emesse dagli autovelox. In particolare, ha stabilito che una multa è considerata valida se il Comune dimostra che il dispositivo di rilevamento è stato sottoposto a verifica tecnica periodica. Questo chiarimento è di grande importanza per automobilisti e amministrazioni, poiché affronta direttamente le contestazioni riguardanti il funzionamento degli autovelox.

Il contesto della sentenza

La decisione della Cassazione

Con l’ordinanza 7374 del 27 marzo 2026, la Corte di Cassazione ha confermato la validità di due verbali emessi nei confronti di una automobilista. La donna aveva contestato la multa sostenendo che l’autovelox non fosse omologato. Tuttavia, il Comune ha presentato un certificato di verifica annuale che copriva le date delle infrazioni, dimostrando così che il dispositivo funzionava correttamente al momento del rilevamento.

Una distinzione fondamentale

La sentenza ha inoltre chiarito la distinzione tra omologazione, approvazione e verifica dei dispositivi di rilevamento. L’omologazione è un processo più rigoroso, che attesta la conformità del modello a determinati requisiti di legge, mentre l’approvazione è un procedimento meno severo. La verifica periodica, invece, attesta il corretto funzionamento del singolo dispositivo e deve essere effettuata annualmente.

Implicazioni pratiche per i cittadini

Onere della prova a carico del Comune

Una delle implicazioni più rilevanti di questa ordinanza è il trasferimento dell’onere della prova sull’amministrazione comunale. Quando un automobilista contesta la validità di una multa, è responsabilità del Comune fornire la documentazione che attesti sia l’omologazione o approvazione del dispositivo, sia il certificato di verifica periodica. Non sono ammesse dichiarazioni generiche o perizie tecniche successive.

Tipologie di dispositivi di rilevamento

Il principio stabilito dalla Cassazione si applica a qualsiasi dispositivo di rilevamento delle infrazioni stradali, siano essi autovelox fissi, mobili o telecamere per il passaggio con il semaforo rosso. Ciò significa che, indipendentemente dal tipo di apparecchio, il Comune deve sempre dimostrare che il dispositivo fosse in regola al momento dell’infrazione.

Chiarimenti sulla verifica annuale

Validità del certificato di verifica

La verifica periodica ha una validità annuale, il che implica che se un dispositivo è stato verificato in una certa data, esso è considerato conforme per i dodici mesi successivi. Nel caso esaminato dalla Cassazione, il certificato di verifica era valido e copriva le infrazioni rilevate, rendendo quindi la multa legittima.

Scadenza della verifica

Se un’infrazione viene rilevata dopo la scadenza della verifica annuale, il Comune non può utilizzare il certificato scaduto come prova. Questo aspetto è cruciale per gli automobilisti che ricevono multe e vogliono contestarle, poiché la validità del certificato di verifica è un argomento di fondamentale importanza.

Strategie per contestare una multa

Indicazioni operative

Per chi desidera contestare una multa ricevuta da un dispositivo di rilevamento, è utile seguire alcune indicazioni. In primo luogo, è importante verificare che il verbale contenga il modello e il numero di serie del dispositivo che ha rilevato l’infrazione. Queste informazioni sono essenziali per presentare una contestazione mirata.

Richiesta di documentazione

In secondo luogo, è consigliabile richiedere, durante la fase di ricorso, la produzione della documentazione relativa all’omologazione o all’approvazione del dispositivo e il certificato di verifica periodica. Se il Comune non dovesse fornire tale documentazione, o se il certificato risulta scaduto, ci sono buone possibilità di successo nella contestazione.

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