Negli ultimi anni, la surrogazione del mutuo ha rappresentato un’opzione molto vantaggiosa per molti mutuatari, offrendo l’opportunità di trasferire il proprio mutuo a condizioni più favorevoli. Tuttavia, recenti tendenze di mercato suggeriscono che la situazione sta cambiando. Infatti, nel secondo trimestre del 2026, le surroghe hanno registrato un calo significativo, scendendo al 18,8% delle domande totali di mutuo. Ma cosa significa questo per i consumatori e quali sono le prospettive future?
Cos’è la surrogazione del mutuo
Definizione e funzionamento
La surrogazione del mutuo, regolata dall’articolo 120-quater del Testo Unico Bancario, consente ai mutuatari di trasferire il proprio finanziamento da una banca all’altra senza incorrere in costi aggiuntivi. Questo strumento consente di ottenere condizioni più favorevoli, come un tasso d’interesse più basso, senza pagare spese notarili o penali per l’estinzione anticipata. In sostanza, il nuovo istituto di credito subentra nel contratto esistente, mantenendo l’ipoteca originaria.
Differenze con altre opzioni
È importante distinguere la surrogazione dalla rinegoziazione e dalla sostituzione del mutuo. Mentre la rinegoziazione avviene con la stessa banca e la sostituzione implica l’estinzione del mutuo attuale e la stipula di un nuovo contratto, la surrogazione permette un trasferimento diretto senza costi aggiuntivi.
Il declino delle surroghe nel 2026
Un cambiamento di scenario
Nel primo trimestre del 2025, le richieste di surrogazione avevano raggiunto un picco, rappresentando il 37,6% delle domande di mutuo. Tuttavia, la situazione è cambiata drasticamente nel secondo trimestre del 2026, con un calo netto delle surroghe. Questo cambiamento è attribuibile a un riequilibrio tra i tassi fissi e variabili, riducendo l’attrattiva della surrogazione.
Impatto sulla scelta dei mutuatari
Attualmente, oltre il 92% delle nuove richieste di mutuo riguarda il tasso fisso, mentre solo il 2,8% riguarda il tasso variabile. La maggiore preferenza per il tasso fisso è dovuta alla stabilità che offre, nonostante un costo iniziale potenzialmente più elevato.
Prospettive future: cosa aspettarsi
Possibili aumenti dell’Euribor
Le proiezioni sull’Euribor indicano una possibile risalita entro la fine del 2026. Questo potrebbe rendere meno conveniente il mutuo a tasso variabile, spingendo i mutuatari a considerare la surrogazione verso un mutuo fisso per garantire una rata stabile.
Flessione degli IRS
In parallelo, si prevede una flessione degli indici IRS, che determina il costo dei mutui a tasso fisso. Se questa flessione si concretizzasse, le banche potrebbero offrire condizioni più vantaggiose per i mutui fissi, rendendo la surrogazione un’opzione interessante per chi ha attualmente un mutuo a tasso fisso stipulato in periodi di tassi alti.
Come valutare la convenienza della surrogazione
Analisi delle condizioni attuali
La valutazione della convenienza della surrogazione nel 2026 richiede un’analisi attenta delle condizioni attuali. È fondamentale confrontare il tasso d’interesse del proprio mutuo con le migliori offerte disponibili sul mercato. Se si possiede un mutuo variabile e si prevede un aumento dell’Euribor, la surrogazione verso un mutuo fisso può rappresentare una strategia di protezione efficace.
Quando non conviene surrogare
Se si dispone già di un mutuo fisso a condizioni competitive, la surrogazione potrebbe non risultare vantaggiosa. Anche se non comporta costi, è essenziale che il potenziale risparmio giustifichi l’impegno dell’operazione. È consigliabile monitorare periodicamente le offerte disponibili e le tendenze del mercato per prendere decisioni informate.
Conclusioni
In sintesi, la surrogazione del mutuo rimane uno strumento utile, ma la sua convenienza è diventata più selettiva nel 2026. I mutuatari devono valutare attentamente le proprie condizioni e le dinamiche di mercato per capire se questa strategia possa ancora rappresentare un’opportunità vantaggiosa.
