Di recente, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha introdotto un nuovo decreto che segna un cambiamento significativo nella regolamentazione degli autovelox in Italia. Con l’entrata in vigore del decreto ministeriale numero 125 del 2026, vengono stabilite regole più severe per l’omologazione, la taratura e la verifica dei dispositivi di rilevamento della velocità. Questo intervento normativo si pone l’obiettivo di garantire una maggiore protezione per gli automobilisti e di assicurare l’affidabilità degli strumenti utilizzati per il monitoraggio della velocità sulle strade italiane.
Il nuovo decreto e le sue implicazioni
Contesto normativo
Fino ad ora, la mancanza di specifiche tecniche dettagliate aveva reso difficile l’omologazione dei dispositivi di rilevamento della velocità. Con il nuovo decreto, il Ministero chiarisce i requisiti tecnici necessari per ottenere l’omologazione, ponendo così fine a un vuoto normativo che perdurava da anni. La legge impone la necessità di controlli regolari e rigorosi, che devono essere effettuati per garantire la validità dei dispositivi.
Verifiche e responsabilità
Il nuovo decreto stabilisce che se i controlli annuali non vengono effettuati come previsto, il dispositivo perde immediatamente la sua validità legale. Di conseguenza, le sanzioni emesse da un autovelox non conforme non saranno ritenute valide. Questo implica che le amministrazioni comunali e le forze dell’ordine devono essere particolarmente vigili nel rispettare le tempistiche di controllo e manutenzione degli apparecchi installati.
Processo di omologazione e taratura degli autovelox
Procedure di omologazione
Per ottenere l’omologazione, un dispositivo deve superare una serie di test tecnici severi, il cui esito positivo consente al Ministero di rilasciare un decreto ufficiale. Questo documento viene pubblicato sul sito istituzionale, garantendo trasparenza. Ogni autovelox omologato riceve una tabella identificativa che funge da carta d’identità, specificando tutte le modalità di funzionamento consentite.
Taratura periodica obbligatoria
La taratura iniziale del dispositivo è necessaria prima della sua attivazione e deve essere ripetuta annualmente. Un ritardo nei controlli comporta la perdita della forza sanzionatoria dell’apparecchio. Se per tre anni il dispositivo non è sottoposto a manutenzione, è obbligatorio avviare un nuovo processo di omologazione da zero.
Controlli e margini di errore
Garanzie di precisione
Il nuovo decreto stabilisce tolleranze minime per le misurazioni, richiedendo che l’incertezza massima sia pari a 0,5 chilometri orari per velocità fino a 100 chilometri orari. Per velocità superiori, l’errore non deve superare lo 0,5%. Per i sistemi che calcolano la velocità media su tratti autostradali, l’incertezza scende ulteriormente allo 0,3%.
Verifiche di funzionalità
Oltre alla precisione delle misurazioni, il sistema deve dimostrare la capacità di gestire i dati senza malfunzionamenti. Le autorità di polizia stradale redigono un verbale per documentare il superamento dei test, i quali richiedono che il sistema attribuisca correttamente la velocità e acquisisca immagini nel 95% dei casi, garantendo un alto livello di affidabilità.
Implicazioni per i vecchi dispositivi
Transizione verso il nuovo regime
Con l’entrata in vigore del nuovo decreto, ci sono preoccupazioni riguardo alla validità delle sanzioni emesse da dispositivi già esistenti. Tuttavia, è previsto un periodo di transizione che consente ai vecchi autovelox, già conformi ai requisiti del precedente decreto del 2017, di essere automaticamente considerati omologati. Questo provvedimento mira a evitare disagi per le pubbliche amministrazioni e a garantire la continuità dei controlli.
Obblighi per le amministrazioni
Le amministrazioni locali hanno l’obbligo di aggiornare la targhetta identificativa dei dispositivi con i dettagli della nuova normativa durante la prima taratura utile. Per i dispositivi non conformi, è essenziale avviare tempestivamente una nuova procedura di omologazione per continuare a operare.
