19/07/2026
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Con l’arrivo della stagione delle dichiarazioni dei redditi, molti contribuenti separati o divorziati si pongono una domanda cruciale: è possibile dedurre dalle tasse l’assegno versato all’ex coniuge? Questo articolo si propone di chiarire le regole fiscali riguardanti l’assegno periodico, inclusi contributi accessori come il contributo per la casa. Le recenti sentenze della Cassazione del 2026 hanno fornito un quadro giuridico più chiaro, e comprendere queste norme è fondamentale per evitare errori nella dichiarazione dei redditi.

Il principio fondamentale della deduzione e tassazione

Simmetria nel trattamento fiscale

Il sistema fiscale italiano prevede un principio di simmetria per gli assegni periodici versati tra ex coniugi. Chi paga ha diritto a dedurre dal proprio reddito le somme versate, mentre chi le riceve deve dichiararle come reddito imponibile. Questo meccanismo è disciplinato dall’articolo 10 del TUIR, che consente la deduzione degli assegni periodici a condizione che siano stabiliti da un provvedimento dell’autorità giudiziaria o da un accordo formale.

Normativa e requisiti

È importante notare che la deduzione non è automatica. Le somme devono risultare da un titolo formale, come una sentenza o un accordo omologato. In assenza di un provvedimento che sancisca il pagamento, non si può richiedere la deduzione fiscale.

Cosa include la deduzione?

Le somme deducibili comprendono non solo l’assegno mensile per il mantenimento dell’ex coniuge, ma anche eventuali contributi per l’affitto e le spese condominiali, a patto che siano disposti periodicamente. Tali importi, per chi li riceve, vengono considerati redditi assimilati a quelli da lavoro dipendente e devono essere riportati nel modello 730 o nel modello Redditi PF.

Detrazioni e limiti

Il percettore dell’assegno ha diritto a una detrazione d’imposta, che varia in base al reddito complessivo. Questa detrazione è massima per redditi fino a 8.500 euro e si riduce progressivamente per redditi superiori a 50.000 euro.

Le novità dalla Cassazione: il rimborso IRPEF

Chiarimenti sulle sentenze recenti

Un aspetto innovativo introdotto dalle sentenze della Cassazione del 2026 riguarda il rimborso dell’IRPEF. Se chi paga l’assegno rimborsa anche l’IRPEF che il percettore deve pagare, tale rimborso è anch’esso deducibile. La Cassazione ha chiarito che questo rimborso è considerato parte dell’assegno stesso e segue le stesse regole fiscali.

Implicazioni pratiche

Questa novità offre un ulteriore vantaggio a chi effettua il pagamento, permettendo di ridurre il carico fiscale. È importante che chi versa l’assegno indichi correttamente queste somme nella propria dichiarazione per beneficiare della deduzione.

Indicazioni per la dichiarazione dei redditi

Chi paga l’assegno deve indicare le somme versate al rigo E22 del modello 730 o al rigo RP22 del modello Redditi PF. È fondamentale fornire il codice fiscale dell’ex coniuge, poiché la deduzione non verrà riconosciuta senza questo dato.

Cosa non è deducibile?

Esclusioni importanti

Non tutte le somme versate sono deducibili. Le somme destinate al mantenimento dei figli, ad esempio, sono escluse. Se il provvedimento del giudice non specifica la quota per il coniuge, la legge presume che metà dell’importo complessivo sia destinata ai figli.

Altre esclusioni da considerare

Non è deducibile nemmeno l’assegno corrisposto in un’unica soluzione, né i versamenti effettuati volontariamente senza un provvedimento formale. Anche l’adeguamento ISTAT dell’assegno non è deducibile se non previsto esplicitamente nel titolo.

Il caso del mutuo

Un aspetto particolare riguarda il pagamento delle rate del mutuo intestato all’ex coniuge. Queste somme possono essere deducibili, a condizione che non risulti che il coniuge abbia rinunciato all’assegno di mantenimento. In caso di rinuncia documentata, la deducibilità viene meno.

Conclusioni e raccomandazioni

Riepilogo delle regole fiscali

In sintesi, ogni euro versato periodicamente all’ex coniuge, come l’assegno o il contributo casa, è deducibile per il pagatore e tassabile per chi riceve. Le somme non periodiche, quelle destinate ai figli o versate senza un titolo formale, non possono beneficiare di questa deduzione.

Attenzione alla dichiarazione

È cruciale che entrambe le parti riportino le stesse somme nella dichiarazione dei redditi, utilizzando il codice fiscale dell’ex coniuge per evitare problemi con il fisco. Comprendere queste norme non solo facilita la gestione fiscale, ma evita anche possibili errori che potrebbero risultare in sanzioni.

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