Dal 15 giugno 2026, le pubbliche amministrazioni attueranno un’importante modifica riguardante i pagamenti ai professionisti, in particolare per coloro che hanno debiti con il fisco. Questa nuova normativa prevede che la PA sia obbligata a verificare l’esistenza di eventuali cartelle esattoriali non pagate superiori a 5.000 euro prima di procedere con i pagamenti. Se il professionista risulta indebitato, i fondi verranno trasferiti direttamente all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, senza attendere ulteriori passaggi formali.
Il nuovo regime di verifica dei pagamenti
Meccanismi di controllo
Le pubbliche amministrazioni e le società a totale partecipazione pubblica dovranno consultare la banca dati dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione prima di eseguire qualsiasi pagamento a favore di un professionista. Questo controllo è obbligatorio e non prevede alcuna soglia minima. Se il professionista ha debiti scaduti per un importo complessivo di almeno 5.000 euro, il pagamento non verrà effettuato a lui, ma sarà dirottato all’agente della riscossione.
Esempi pratici
Per chiarire la portata della normativa, si consideri un professionista che ha emesso una fattura di 2.500 euro e ha debiti per 5.500 euro. In questo caso, l’intero importo di 2.500 euro verrà versato all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Al contrario, se il professionista ha un compenso di 8.000 euro con lo stesso debito, riceverà 2.500 euro, in quanto il pagamento sarà limitato alla somma del debito.
Le differenze con il regime generale
Ragioni di un trattamento più severo
La normativa prevede un trattamento più rigoroso per i professionisti rispetto ad altri soggetti come le imprese. Per questi ultimi, la verifica preventiva scatta solo per pagamenti superiori a 5.000 euro, mentre per i professionisti non c’è alcuna soglia. Anche una fattura di importo ridotto sarà soggetta a controllo, il che aumenta il rischio di blocco dei pagamenti.
Modalità operative specifiche
Un’altra importante differenza è che per i professionisti non è necessario attendere la notifica di un atto di pignoramento. La semplice esistenza di debiti superiori a 5.000 euro attiva automaticamente il meccanismo di trattenuta, senza ulteriori formalità, a differenza di quanto avviene per le imprese.
Implicazioni pratiche per i professionisti
Cosa fare prima della scadenza
In vista dell’entrata in vigore della normativa, è fondamentale che i professionisti verifichino la propria posizione debitoria presso l’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Questo controllo consente di conoscere eventuali cartelle non pagate e di adottare misure correttive prima che la PA inizi a trattenere i pagamenti.
Strumenti di regolarizzazione
Se emergono debiti, i professionisti possono utilizzare strumenti come la rottamazione delle cartelle, la rateizzazione dei debiti o l’impugnazione delle cartelle illegittime. Queste azioni consentono di regolarizzare la propria situazione prima che il meccanismo di trattenuta si attivi, evitando di incorrere in difficoltà finanziarie.
Limiti e attenzioni nella nuova normativa
Esclusioni dal nuovo regime
Alcuni compensi sono esclusi dalla verifica obbligatoria, come quelli per prestazioni occasionali. Inoltre, i pagamenti a società di professionisti rimangono soggetti alle regole generali di soglia, che richiedono un debito minimo di 5.000 euro per attivare il controllo. Questa distinzione è importante per comprendere chi è realmente colpito dalla nuova normativa.
Questioni interpretative aperte
Rimane, infine, una questione interpretativa relativa ai compensi superiori a 5.000 euro. Sebbene la nuova norma stabilisca una procedura speciale, non è ancora chiaro se questa si applicherà anche a pagamenti superiori a quella soglia. Ulteriori chiarimenti sono attesi dagli aggiornamenti sulle procedure operative.
