18/05/2026
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Introduzione

Negli ultimi anni, l’uso di metodi di pagamento elettronici è aumentato notevolmente, rendendo i pagamenti in contante sempre più rari. Tuttavia, con l’aumento dell’uso di bonifici e carte di credito, cresce anche il rischio di errori, specialmente quando si tratta di coordinate bancarie. Un errore comune è la fornitura di un IBAN errato da parte del creditore. Ma cosa succede in questi casi? Il debitore è obbligato a ripetere il pagamento? Esploriamo la questione in dettaglio.

Cosa fare se il creditore fornisce un IBAN errato?

Quando un debitore esegue un pagamento utilizzando un IBAN errato fornito dal creditore, la situazione può complicarsi. In linea generale, il debitore non può considerarsi liberato dal suo obbligo di pagamento se il denaro è stato trasferito su un IBAN errato. Questo perché l’errore è stato causato dalla comunicazione errata del creditore, e il debitore ha agito in buona fede, seguendo le indicazioni fornite.

La buona fede del debitore

Secondo l’articolo 1189 del Codice Civile, il pagamento effettuato a una persona che appare legittimata a riceverlo può estinguere l’obbligazione del debitore. Tuttavia, per ottenere questo effetto liberatorio, il debitore deve dimostrare di aver agito in buona fede, credendo che la persona a cui ha effettuato il pagamento fosse effettivamente il creditore. Ciò significa che il debitore deve essere stato convinto, senza colpa, di pagare il soggetto giusto.

Il pagamento a un creditore apparente

In caso di pagamento a un creditore apparente, il debitore può liberarsi dell’obbligo solo se sussistono determinate condizioni. Queste condizioni includono:

  • Il debitore deve essere in buona fede.
  • La legittimazione del ricevente deve basarsi su circostanze univoche.

Se queste condizioni non sono soddisfatte, il pagamento effettuato a un soggetto diverso dal creditore non libererà il debitore, il quale sarà tenuto a ripetere il pagamento al reale creditore, con diritto alla restituzione dell’importo corrisposto per errore.

Esempi pratici

Immaginiamo un esempio pratico: Carlo effettua un pagamento in contante a Marco, credendo che sia ancora il legale rappresentante del suo creditore. Se Marco ha dismesso tale qualità senza che Carlo ne fosse informato, quest’ultimo non può considerarsi liberato dall’obbligo di pagamento. In assenza di ratifica o approfittamento da parte del creditore, Carlo dovrà ripetere il pagamento al suo reale creditore.

Il pagamento su IBAN errato

Nel caso in cui il pagamento venga effettuato su un IBAN errato fornito direttamente dal creditore, la situazione può essere più complessa. In tal caso, il debitore potrebbe avere diritto a considerarsi liberato, poiché ha seguito le indicazioni fornite dal creditore in buona fede. La legge tende a tutelare il debitore, poiché sarebbe eccessivamente oneroso per lui dover verificare la correttezza delle coordinate bancarie fornite.

Giurisprudenza e casi specifici

La giurisprudenza ha affrontato situazioni simili, come nel caso del Tribunale di Milano (sentenza del 7 maggio 2021, n. 18950), dove si è ritenuto applicabile il concetto di pagamento al creditore apparente anche quando il bonifico è stato effettuato su un IBAN fornito tramite email da una persona che si spacciava per il creditore. Questi precedenti giuridici suggeriscono che il debitore, che ha agito in buona fede seguendo le indicazioni errate del creditore, possa essere considerato liberato dalla propria obbligazione.

Conclusioni

In sintesi, se un creditore fornisce un IBAN errato, il debitore non è tenuto a ripetere il pagamento, a patto che abbia agito in buona fede e che il pagamento sia stato effettuato seguendo le indicazioni fornite. Tuttavia, è fondamentale che il debitore possa dimostrare la buona fede e le circostanze che hanno portato all’errore. In caso contrario, egli potrebbe dover affrontare la necessità di ripetere il pagamento e recuperare quanto corrisposto per errore. La situazione richiede attenzione e, se necessario, assistenza legale per garantire che i diritti di entrambe le parti siano tutelati.

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