19/08/2026
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Il tema della cedolare secca nel contesto dei contratti di locazione, in particolare quelli di tipo 4+4, è di grande rilevanza per molti proprietari e inquilini. Questo articolo intende chiarire quali siano le regole da seguire quando un locatore decide di optare per questo regime fiscale al momento del rinnovo del contratto. È fondamentale comprendere come si debba procedere nella compilazione del modello RLI e quale canone debba essere indicato, per evitare possibili problematiche future.

La cedolare secca e il contratto 4+4

Definizione e caratteristiche del contratto 4+4

Il contratto di locazione abitativa a canone libero, noto anche come 4+4, è regolato dall’art. 2, comma 1, della legge n. 431/1998. Questo tipo di contratto ha una durata minima di quattro anni, rinnovabile automaticamente per un ulteriore quadriennio, salvo comunicazione di disdetta. Durante i primi otto anni, i locatori possono scegliere tra l’imposizione fiscale ordinaria, che prevede l’applicazione di aliquote progressive, o la cedolare secca, un’imposta sostitutiva con aliquota fissa.

Passaggio alla cedolare secca

Nell’ipotesi in cui un locatore voglia passare dalla tassazione ordinaria alla cedolare secca, è necessario seguire una serie di passaggi formali. Il primo passo consiste nell’informare l’inquilino della scelta effettuata tramite una comunicazione scritta, preferibilmente con raccomandata. Questo passaggio è imprescindibile; senza di esso, l’opzione per la cedolare secca non avrà effetto.

Contesto

È importante sottolineare che l’opzione per la cedolare secca prevede che, a partire dal momento in cui viene esercitata, ogni aggiornamento del canone sulla base dell’ISTAT venga sospeso per la durata dell’opzione stessa, che nel caso di un rinnovo di quattro anni sarà precisamente di quattro anni.

Compilazione del modello RLI

Indicazione del canone nel modello RLI

Quando si compila il modello RLI, è fondamentale indicare il canone di locazione effettivamente in vigore al momento della proroga. Questo significa che il locatore dovrà riportare il canone già aggiornato, che include eventuali incrementi ISTAT applicati nel corso degli anni precedenti. È un aspetto cruciale, poiché la cedolare secca non produce effetti retroattivi, ma si limita a sospendere gli aggiornamenti futuri.

Normativa di riferimento

L’art. 3, comma 1, del D.Lgs. n. 23/2011 chiarisce che, nel caso in cui si opti per la cedolare secca, viene sospesa la possibilità di chiedere aggiornamenti del canone per il periodo di validità dell’opzione. Questo significa che eventuali aumenti non potranno essere richiesti fino alla scadenza dell’opzione per la cedolare secca.

Implicazioni pratiche

Dal punto di vista pratico, ciò implica che il locatore dovrà tarare le proprie aspettative sul canone che potrà percepire durante il periodo di validità della cedolare secca. La scelta di questo regime fiscale, sebbene vantaggiosa, comporta una certa rinuncia agli aggiornamenti, che andranno considerati nel calcolo del reddito da locazione.

Eccezioni e chiarimenti

Quando non si applicano gli aggiornamenti ISTAT

Esiste una situazione particolare in cui il locatore potrebbe dover indicare il canone originario e non quello aggiornato. Se, nonostante fosse prevista la possibilità di aumenti ISTAT, il locatore non ha mai richiesto tali aggiornamenti durante il periodo di locazione, allora il canone da indicare sarà quello originariamente pattuito.

Ragioni di tale eccezione

Questa regola è coerente con il principio che si deve sempre riportare il canone effettivamente in vigore, che per definizione è quello che le parti hanno concretamente applicato. Se non ci sono stati aumenti, il canone vigente rimane quello inizialmente concordato.

Limiti e attenzioni

È bene notare che le disposizioni riguardanti la sospensione degli aggiornamenti futuri sono inderogabili; ciò significa che non è possibile pattuire diversamente nel contratto. Il locatore non può riservarsi la facoltà di richiedere aggiornamenti una volta scelta la cedolare secca.

Conclusioni e osservazioni future

Considerazioni finali sulla scelta della cedolare secca

La scelta di optare per la cedolare secca comporta vantaggi e svantaggi. Mentre offre un’aliquota fissa e generalmente più favorevole rispetto alla tassazione ordinaria, implica anche una rinuncia agli aggiornamenti del canone. È fondamentale per i locatori valutare attentamente le proprie esigenze e le proprie aspettative economiche prima di procedere con questa scelta.

Prospettive future per i locatori

In conclusione, il passaggio alla cedolare secca rappresenta una decisione strategica che può influenzare significativamente il reddito derivante dalla locazione. I locatori dovrebbero tenere conto non solo delle attuali condizioni di mercato, ma anche delle prospettive future, per garantire una gestione ottimale dei loro contratti di locazione.

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