12/07/2026
immagine in evidenza sito web avvocato magazine

La questione dell’IMU (Imposta Municipale Unica) sulla casa assegnata all’ex coniuge è un tema di grande rilevanza, soprattutto per le famiglie in fase di separazione o divorzio. Con l’aumento delle separazioni, emergono problemi legati alla gestione della casa familiare e alle relative tassazioni. Questo articolo intende chiarire chi è tenuto a pagare l’IMU quando l’immobile è assegnato a un ex coniuge, in particolare quando i figli raggiungono la maggiore età.

Il soggetto passivo dell’IMU in caso di separazione

Chi paga l’IMU?

In seguito a una separazione, la legge stabilisce che il genitore che rimane a vivere nell’immobile con i figli è considerato il soggetto passivo dell’IMU. Questo significa che, anche se l’immobile è di proprietà dell’altro coniuge, il genitore affidatario non è soggetto al pagamento dell’imposta, a condizione che la casa sia considerata la sua abitazione principale. In altre parole, se il giudice assegna la casa all’ex coniuge, quest’ultimo diventa il responsabile fiscale per l’IMU.

Esenzione per l’assegnatario

La legge 160/2019 chiarisce che il coniuge proprietario, che ha dovuto lasciare l’immobile, non deve pagare l’IMU, in quanto perde il diritto di utilizzo. Tuttavia, sorgono complicazioni quando i figli diventano maggiorenni. Molti Comuni sostengono che, al compimento dei 18 anni, l’esenzione fiscale non sia più valida, richiedendo quindi il pagamento dell’imposta al proprietario.

Situazione fiscale al compimento della maggiore età

Interpretazioni comunali e giurisprudenza

La questione si complica quando i figli raggiungono la maggiore età. Diverse amministrazioni locali affermano che, una volta che i figli diventano adulti, l’assegnazione della casa decade, e quindi il coniuge proprietario deve riprendere l’obbligo di pagamento dell’IMU. Tuttavia, recenti sentenze dei giudici tributari hanno messo in discussione questa interpretazione, affermando che l’assegnazione della casa non si estingue automaticamente con il raggiungimento della maggiore età del figlio.

Il caso del figlio maggiorenne

Prendiamo ad esempio Luigi, proprietario di una casa in cui vivono la sua ex moglie e il loro figlio Marco, che ha appena compiuto 19 anni e sta studiando all’università. Se il Comune invia a Luigi una richiesta di pagamento dell’IMU, Luigi ha il diritto di contestare tale richiesta, poiché, finché Marco non diventa economicamente indipendente e non esiste una nuova sentenza che revoca l’assegnazione a Paola, quest’ultima rimane il soggetto passivo dell’IMU.

Il ruolo dei Comuni e i poteri di accertamento

Limiti ai poteri comunali

Un altro aspetto fondamentale riguarda i poteri dei Comuni. Le amministrazioni locali non possono decidere autonomamente chi deve pagare l’IMU sulla base di interpretazioni soggettive. Il diritto di abitazione e l’assegnazione della casa derivano da una sentenza del Tribunale, non da un’interpretazione dell’anagrafe comunale. Pertanto, finché non esiste una nuova decisione del giudice, il provvedimento originale rimane valido.

Il principio di legalità

In effetti, la giurisprudenza ha ribadito che qualsiasi atto amministrativo che pretenda il pagamento dell’IMU dal proprietario estromesso è frequentemente considerato illegittimo. La Corte di Giustizia Tributaria ha sottolineato che solo un giudice può stabilire se le condizioni per l’uso della casa familiare siano venute meno, e non l’ente locale.

Quando cessa il diritto di assegnazione della casa

Condizioni di cessazione

Il diritto di abitazione non è perpetuo e può cessare solo in specifiche circostanze. Secondo il Codice Civile, l’assegnazione può decadere se l’assegnatario non abita più stabilmente nella casa, inizia una nuova convivenza o se i figli diventano economicamente autosufficienti. Tuttavia, queste condizioni devono essere verificate caso per caso.

Valutazione caso per caso

Per i figli maggiorenni, la giurisprudenza richiede un’analisi approfondita di ogni situazione, poiché non basta il semplice raggiungimento della maggiore età per considerare un figlio autosufficiente. È necessaria una sentenza del giudice per ufficializzare la revoca dell’assegnazione, secondo quanto stabilito dall’articolo 337-quinquies del Codice Civile.

Principio di capacità contributiva e tassazione

Il principio di equità fiscale

Un ulteriore elemento da considerare è il principio della capacità contributiva. Questo principio stabilisce che il pagamento di una tassa patrimoniale deve essere giustificato dalla possibilità di godere del patrimonio stesso. Se un provvedimento giudiziario impedisce al proprietario di utilizzare la propria casa, costringerlo a pagare l’IMU sarebbe irragionevole.

Ribadire la posizione del proprietario non assegnatario

La Corte Costituzionale ha recentemente affermato che non è legittimo tassare un bene di cui il proprietario ha perso la disponibilità a causa di cause di forza maggiore o provvedimenti di legge. Questo orientamento giuridico supporta la tesi secondo cui il proprietario non assegnatario non debba versare l’IMU sull’immobile assegnato all’ex coniuge.

About The Author

Hai un problema legale simile a quello descritto in questo articolo?
Scrivici qui per essere messo in contatto con un avvocato della tua zona.
Richiedi contatto