15/04/2026
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Dal 1° gennaio 2025, un’importante novità fiscale colpirà i contribuenti con redditi superiori a 75.000 euro: un tetto complessivo alle spese detraibili. Questa misura, introdotta dalla Legge di Bilancio 2025, rappresenta un cambiamento significativo nel panorama fiscale italiano. Ma come funziona esattamente e quali sono le implicazioni pratiche per i contribuenti?

Il Funzionamento del Tetto alle Detrazioni

Chi Riguarda questa Normativa?

Il tetto alle detrazioni si applica esclusivamente ai contribuenti con un reddito complessivo superiore a 75.000 euro. È essenziale comprendere che il reddito è calcolato al netto della prima casa, ma include anche i redditi soggetti a imposta sostitutiva e regimi agevolati. Chi rimane sotto questa soglia potrà continuare a beneficiare delle detrazioni senza alcun limite.

Come si Calcola il Tetto?

Il calcolo del tetto alle detrazioni si basa su due fattori principali: il reddito complessivo e il numero di figli fiscalmente a carico. Si parte da un importo base che varia a seconda della fascia di reddito. Ad esempio, per un reddito tra 75.000 e 100.000 euro, l’importo base è 14.000 euro, mentre oltre i 100.000 euro scende a 8.000 euro.

Coefficienti Familiare

Su questo importo base si applicano coefficienti legati alla composizione familiare. Chi non ha figli avrà una decurtazione del 50%, mentre chi ha un figlio a carico avrà un tetto pari al 70% dell’importo base. Con due figli si sale all’85%, e solo chi ha tre o più figli o almeno un figlio disabile può accedere all’intero importo base al 100%.

Spese Soggette al Tetto e Esclusioni

Quali Spese Sono Soggette al Tetto?

È importante notare che il tetto alle detrazioni si applica a tutte le spese detraibili, comprese quelle relative ai bonus edilizi. Tuttavia, per le spese ripartite in più annualità, come i bonus edilizi, il limite si calcola solo sulla rata del periodo d’imposta e non sull’importo complessivo.

Spese Escluse dal Tetto

Il legislatore ha stabilito un elenco di spese escluse dal tetto. Tra queste troviamo gli oneri deducibili, le spese sanitarie specifiche, gli investimenti in start-up e PMI innovative, e gli interessi passivi su prestiti o mutui contratti fino al 31 dicembre 2024. Questo è stato fatto per proteggere gli impegni economici già assunti dai contribuenti.

Sussidi per Figli con DSA

Un aspetto importante riguarda i sussidi per figli con Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA). Queste spese non sono considerate spese sanitarie e pertanto rientrano nel tetto complessivo. È fondamentale sapere che per poter beneficiare delle detrazioni su tali sussidi, è necessario avere un certificato medico che attesti il collegamento tra i sussidi e il disturbo diagnosticato.

Scelta delle Spese da Scartare

Cosa Fare in Caso di Superamento del Tetto?

Se i contribuenti superano il massimale stabilito, devono decidere quali spese scartare. La circolare 6/E/2025 dell’Agenzia delle Entrate stabilisce che spetta al contribuente scegliere quali oneri escludere dal calcolo. Questa scelta è cruciale poiché diverse spese offrono detrazioni diverse, e una pianificazione attenta può minimizzare l’impatto fiscale.

Quali Spese Conservare?

In generale, è consigliabile conservare le spese per ristrutturazioni edilizie, poiché offrono il massimo beneficio possibile. Inoltre, i bonus edilizi non subiscono la riduzione progressiva prevista per redditi superiori a 120.000 euro, rendendoli ancora più vantaggiosi da mantenere nel plafond.

Il Dégradé oltre i 120.000 Euro

Per i contribuenti con redditi superiori a 120.000 euro, è previsto un meccanismo di décalage regressivo, che riduce progressivamente le detrazioni fino ad azzerarle oltre i 240.000 euro. Tuttavia, alcune spese, come le spese sanitarie e gli interessi passivi sui mutui, sono escluse da questo meccanismo, rendendo fondamentale la loro conservazione.

Considerazioni Finali e Consigli Pratici

Rinegoziazione dei Mutui e Detrazioni

È importante sapere che i mutui rinegoziati nel 2025 rientrano nel tetto delle spese detraibili. Tuttavia, gli interessi passivi su mutui contratti fino al 31 dicembre 2024 rimangono esclusi dal limite, anche se maturati e pagati dopo.

La Dichiarazione Congiunta

Infine, è utile chiarire che nella dichiarazione congiunta, ciascun coniuge dichiara i propri redditi separatamente. Pertanto, il tetto alle detrazioni si applica solo al reddito individuale e non alla somma dei redditi del nucleo familiare.

Conclusioni

In sintesi, il tetto alle detrazioni rappresenta una nuova sfida per i contribuenti con redditi superiori a 75.000 euro. Comprendere come funziona, quali spese sono soggette e come effettuare le scelte corrette può fare la differenza nel calcolo delle detrazioni e, di conseguenza, nell’onere fiscale complessivo.

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