13/04/2026
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Condominio: l’amministratore deve comunicare i nomi dei morosi ai fornitori non pagati, altrimenti rischia 50 euro di multa al giorno

Quando un condominio non paga le bollette di gas o luce, il fornitore ha il diritto di sapere quali proprietari non hanno versato la propria quota. In molti si chiedono chi sia responsabile di fornire queste informazioni ai creditori. La legge è molto chiara: è compito dell’amministratore di condominio.

Una decisione del Tribunale di Pisa del 10 marzo 2026 ha ribadito questo principio stabilendo che l’amministratore è obbligato a comunicare i dati dei condomini morosi. Se non lo fa, può essere colpito da una sanzione economica giornaliera di 50 euro. Non si tratta di una responsabilità del condominio nel suo complesso, ma di un obbligo personale dell’amministratore, che deve collaborare con i terzi e agire con trasparenza nei confronti dei creditori.

Chi deve dare i nomi dei condomini morosi ai creditori?

L’amministratore può rifiutarsi di comunicare i nomi dei morosi?

No. L’amministratore non può rifiutarsi di indicare chi è in ritardo con i pagamenti. La legge gli impone un preciso dovere di collaborazione con i creditori del condominio. Questo obbligo non deriva dal contratto con il condominio, ma direttamente dalla legge, in particolare dall’articolo 63 delle disposizioni di attuazione del Codice civile.

Se il fornitore non riesce a ottenere il pagamento delle fatture, può rivolgersi al giudice per ottenere un ordine che obblighi l’amministratore a comunicare i dati dei debitori. Opporsi a questa richiesta non significa tutelare la privacy dei condomini, ma violare un obbligo previsto dalla normativa. I creditori devono infatti poter sapere con esattezza contro chi agire per recuperare il proprio credito.

Cosa succede quando il condominio non paga il gas

Il caso esaminato dal Tribunale di Pisa riguarda una società fornitrice di gas metano che vantava un credito superiore a 18 mila euro nei confronti di un condominio. L’azienda aveva già ottenuto un decreto ingiuntivo per recuperare il denaro, ma i tentativi di pignoramento non avevano consentito di recuperare l’intera somma.

A quel punto il fornitore ha utilizzato una procedura semplificata prevista dall’articolo 281-decies del Codice di procedura civile per costringere la società che gestiva il condominio a collaborare. Il tribunale ha accolto la richiesta e ha ordinato all’amministratore di fornire immediatamente i dati dei condomini morosi.

La decisione chiarisce che il creditore non può essere penalizzato da eventuali inefficienze nella gestione condominiale: se il recupero del credito nei confronti del condominio non funziona, è legittimo agire direttamente contro i singoli proprietari inadempienti.

Quali informazioni deve fornire l’amministratore

Il provvedimento del giudice stabilisce in modo preciso quali dati devono essere comunicati e in quali tempi. L’amministratore ha dieci giorni dalla notifica per consegnare una lista completa dei debitori.

Tra le informazioni richieste figurano:

  • il codice fiscale di ogni condomino moroso

  • la data e il luogo di nascita

  • la residenza aggiornata o il domicilio eletto

  • l’importo del debito attribuito a ciascun proprietario secondo le tabelle millesimali

Questi dati sono indispensabili per permettere al creditore di avviare azioni di recupero individuali nei confronti dei proprietari che non hanno pagato.

La sanzione di 50 euro al giorno

Per garantire il rispetto dell’ordine del giudice è previsto un meccanismo di pressione economica chiamato astreinte, disciplinato dall’articolo 614-bis del Codice di procedura civile.

Si tratta di una penalità che scatta per ogni giorno di ritardo nell’adempimento. Nel caso deciso dal Tribunale di Pisa la sanzione è stata fissata in 50 euro al giorno. La somma non viene pagata dal condominio, ma direttamente dall’amministratore o dal responsabile della società di gestione.

Lo scopo è evitare che l’ordine del tribunale resti lettera morta: più tempo passa senza che i dati vengano consegnati, maggiore sarà il costo personale per l’amministratore.

Perché i creditori devono agire prima contro i morosi

Questa regola si basa sul principio della responsabilità sussidiaria tra i condomini. Chi ha pagato regolarmente le proprie quote è tutelato dalla legge: i creditori del condominio devono tentare prima di recuperare il denaro da chi è effettivamente moroso.

Solo dopo aver provato a riscuotere dai debitori possono eventualmente rivolgersi anche agli altri proprietari. Per questo motivo conoscere i nomi dei morosi è fondamentale.

Se l’amministratore non fornisse queste informazioni, non solo ostacolerebbe il creditore, ma rischierebbe anche di danneggiare i condomini in regola con i pagamenti, che potrebbero essere coinvolti ingiustamente nelle azioni di recupero. La trasparenza, quindi, serve sia a tutelare i creditori sia a proteggere i proprietari che rispettano i propri obblighi.

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